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Dopo aver approvato il progetto della centrale a biomasse di Conselice proposta dall’Unigrà e aver intrapreso il percorso per l’approvazione della centrale di Russi, i Comuni della Bassa Romagna si trovano assediati da progetti per la costruzione di nuove centrali a biomasse.

Sostenendo la necessità impellente e non più rimandabile di diminuire drasticamente i consumi di combustibili fossili da un lato, al fine di arginare l’incremento dell’Effetto Serra e i conseguenti mutamenti climatici prima che sia troppo tardi e, dall’altro lato, di rispondere alle sempre crescenti domande di energia, i firmatari del presente documento ritengono che il ricorso alle biomasse vada regolamentato, onde limitare la prolificazione incontrollata di centrali nel territorio della Bassa Romagna.

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Ravenna afferma, nelle Norme di attuazione, all’articolo 12.7, comma 3, lettera m), che il territorio provinciale, considerando le centrali termoelettriche già autorizzate e attivate, è autosufficiente in quanto a capacità di produrre energia.

Per quanto riguarda i nuovi progetti di costruzione di centrali, si prescrive che esse facciano ricorso a fonti rinnovabili, debbano essere piccole e debbano:

  • avere impianti di cogenerazione con utilizzo del calore nei settori civile e produttivo;

  • essere ubicate in contesti particolarmente energivori;

  • essere prioritariamente ubicate in ambiti specializzati per attività produttive di rilevo sovracomunale (art. 8.1);

  • essere funzionali a un piano di sviluppo industriale complessivo dell’area.

In particolare, per quanto riguarda l’uso di biomasse, si considera requisito preferenziale l’ubicazione dell’impianto all’interno di un ambito territoriale che possa offrire la materia prima richiesta, compatibilmente con la capacità rigenerativa della stessa.

Fatto salvo quanto previsto dal PTCP, si rende necessario stabilire dei precisi e puntuali criteri di accettabilità dei progetti riguardanti la realizzazione di centrali a biomasse.

Premesso che, data l’attuale autosufficienza energetica provinciale, il trend nazionale di aumento di energia consumata pro capite che, inevitabilmente, si verificherà anche nella Bassa Romagna, deve essere compensato da interventi mirati al risparmio energetico, al fine di mantenere l’autosufficienza, sono comunque accoglibili i progetti di costruzione di centrali a biomasse che soddisfano tutti i seguenti requisiti:

  1. Le nuove centrali costruite non si devono aggiungere a quelle esistenti, ma devono essere in sostituzione. Un progetto è quindi accettabile se prevede lo spegnimento di un numero di MW termici di centrali esistenti che utilizzano fonti non rinnovabili, o fonti rinnovabili con una minor efficienza, pari all’ammontare di MW termici dell’impianto proposto;

  2. La potenza termica deve essere pari a circa 0,5 MW. Potenze superiori possono essere valutate in base alle caratteristiche dei progetti presentati, fatto salvo comunque il limite massimo non superabile pari a 2 MW, con l’esclusione degli impianti di digestione anaerobica, per i quali il valore di 0,5 MW vale come limite massimo. Possono essere esaminati progetti di centrali di potenze superiori solamente se proposti da aziende che prevedono la sostituzione di centrali interne funzionali al proprio ciclo produttivo già esistenti e che utilizzano combustibili fossili, purché vengano rispettati tutti gli altri punti del presente documento e vengano presi i necessari provvedimenti atti al miglioramento o, almeno, al mantenimento, della qualità dell’aria, nel caso in cui il nuovo combustibile, anche se rinnovabile, dovesse avere delle emissioni di inquinanti superiori al precedente combustibile utilizzato;

  3. Le centrali devono essere alimentate da prodotti di scarto non diversamente utilizzabili e non da prodotti coltivati appositamente per essere bruciati;

  4. L’origine delle biomasse deve ricadere in un raggio di 10 km dalla centrale che le utilizza, onde limitare l’inutile circolazione di mezzi pesanti. Sono ammissibili biomasse che provengono da fonti che si trovano oltre i 10 km solo se sono previsti interventi compensativi atti a eliminare l’inquinamento generato dai mezzi di trasporto e non viene comunque superato il limite di 15 km;

  5. Le centrali devono essere almeno di cogenerazione. Si considera come requisito preferenziale la presenza di un impianto di trigenerazione;

  6. Le aree previste per l’installazione devono essere già inserite nei documenti di programmazione (PTCP, PSC o PRG se ancora esistenti) e non derivare da varianti approvate appositamente per la costruzione della centrale stessa;

  7. Il sito di costruzione deve essere facilmente raggiungibile dai mezzi di trasporto, senza creare traffico indotto in aree residenziali;

  8. Le aree scelte devono essere aree produttive e l’energia prodotta deve essere utilizzata in loco.

I soggetti firmatari del presente documento si impegnano a proporre, all’interno della propria amministrazione comunale, atti che ne recepiscano in toto i contenuti e a ostare la costruzione di nuove centrali che non rispettino i punti su esposti all’interno del proprio comune e dei comuni limitrofi.