Riportiamo un articolo scritto dal Alexander Langer per “Alfabeta” nell’ottobre del 1985 e ancora attuale.
L’articolo sembra descrivere i Verdi di oggi.
Quanto sono verdi i conservatori, quanto sono conservatori i verdi
I “verdi”, per quanto ancora in statu nascenti e quindi poco definiti e caratterizzati, nei vari paesi hanno assunto sinora il volto di un movimento essenzialmente utopistico. Intendo dire: un movimento (di pensiero, culturale, politico ecc.) che aspira a qualcosa che non si ha o non si è, ma si vorrebbe avere o diventare, immaginando un possibile mondo migliore da realizzare nel futuro.
Un mondo pacificato, liberato dall’aggressività delle armi e dello sfruttamento distruttivo dell’ambiente, il regno della cooperazione al posto della concorrenza, della solidarietà al posto della competizione, l’equilibrio (tendenzialmente stabile) economico e ecologico al posto dell’espansione e della crescita, la salvaguardia e la valorizzazione delle diversità invece che l’omologazione e la standardizzazione di tutto e di tutti. Dimensioni conviviali e non industriali – anche nello sviluppo tecnologico, nella produzione e nei consumi, nella stessa democrazia e convivenza organizzata della società. Realizzazione di un nuovo rapporto con la natura e con l’ambiente che – se già non è possibile ripristinare alcuna integrità violata e distrutta – almeno aiuti l’umanità a non procedere a ulteriori e del tutto irreparabili mutilazioni.
(continua…)

